Perché scrivo.

Perché scrivere?

È forse per l’aspirazione all’Estetica come concetto ideale che possa liberare dalla deludente imperfezione della vita reale?

Per la sensibilità verso la percezione della Bellezza in un mondo costruito appositamente per essere contemplato, per creare una via d’uscita?

Anche.

Ma il perché più vero è il desiderio irrefrenabile di creare qualcosa che possa toccare qualcuno, che racconti una storia da condividere, che abbia un valore, che esprima un’idea.


Voglio scrivere, ma ho qualche perplessità.

Ha senso farlo per un ipotetico pubblico che si trova a dover scegliere tra un migliaio di voci che parlano di tutto e di nulla senza avere il minimo dubbio se sappiano cosa stanno dicendo?

Sono arrivata a pensare che scrivere per ore, rileggere, rivedere ogni singola frase, solo poi per lasciare incompleta una pagina senza tornarci sopra, a volte anche mai più, sia un completo spreco di tempo.

Invidio gli altri, come non abbiano alcun problema a pubblicare ogni inutile vacuo aggiornamento sui momenti della loro giornata, e mi chiedo se non sia io a non aver capito nulla di quale sia un contenuto che vale, che abbia senso condividere.

Voglio scrivere: di un migliaio di cose.

Di quanto tempo sto impiegando per trovare il modo migliore per risolvere quanto sono irrisolta, dei momenti in cui ho solo voluto voltare le spalle a tutto e andare lontano, del non sapere in cosa sono davvero brava, di quanto può essere inebriante il fumo di una sigaretta a notte fonda, del legame tra Arte e Politica, di quello che mi ispira, delle cose che voglio imparare, di tutti i progetti che voglio portare a termine.

Sono piena di idee.

Ma nessuna idea di dove dovrei iniziare.

Voglio scrivere.

Credo che alla fine sia l’unica cosa che conta davvero.